I difficili percorsi della migrazione
Claudio Vercelli
Il contesto 1• Crescita numero di persone che vivono in un paese diverso da quello di origine: 154 milioni nel 1990, 232 milioni nel 2013 (3,2% della popolazione mondiale)
• Paesi a maggiore ricezione: Usa e Federazione russa (Italia all’undicesimo posto)
Il contesto 2• I profughi – fuggitivi dai luoghi di origine – erano circa 60 milioni nel 2014 (40 milioni nel
2000); 8,3 milioni in più rispetto al 2013
• Gli apolidi sono stimati in 10 milioni
• I rifugiati politici sono 14 milioni
• I “rifugiati ecologici” sono 50 milioni
Il contesto 3• In Europa la pressioni immigratoria si è così articolata:
• Anni Ottanta: 5,3 milioni di immigrati
• Anni Novanta: 9,6 milioni di immigrati
• Primo decennio del Duemila: 18,7 milioni di immigrati
• Si è passati, nell'incidenza sulle popolazioni autoctone, dal 6,8% del 1990 al 9,8% del 2013
Il convitato di pietra: la quarta globalizzazione?
• Nel 1950 i turisti oltre frontiera nel mondo erano 25 milioni, nel 2013 erano 1,1 miliardi e nel 2030 si calcola diventino 1,8 miliardi
• Nel 1990 i cinesi che viaggiavano fuori dal paese erano circa un milione, nel 2013 cento volte tanto
• Nel 2015 tre miliardi di persone (41% popolazione mondiale) utilizza il Web; 2,1 miliardi (29%) un social network; 3,6 miliardi (51%) ha un cellulare
I termini 1• È migrante colui che lascia il suo luogo di origine sulla base di un progetto di trasformazione delle proprie condizioni di vita
• Fattori “push” (spinta): scelta volontaria e/o elementi oggettivi provocato da cause esterne (pestilenze, guerre, carestie, disoccupazione)
I termini 2• È pròfugo. [dal lat. profŭgus, der. di profugĕre «cercare scampo», comp. di pro-e fugĕre «fuggire»] la persona costretta ad abbandonare la sua terra, il suo paese, la sua patria in seguito a eventi bellici, a persecuzioni politiche o razziali, oppure a cataclismi
I termini 3
• È rifugiato l’individuo che, per ragioni essenzialmente politiche, ma anche economiche e sociali, è costretto ad abbandonare lo Stato di cui è cittadino e dove risiede, per cercare rifugio in uno Stato straniero.
• Esistono i “rifugiati in orbita” > ossia gli itineranti permanenti poiché non accolti Così come esistono gli Internal Displaced Persons, persone costrette a fuggire senza potere espatriare
Questioni importanti
• È migrante chi lascia la sua terra d'origine, non solo chi abbandona lo Stato-nazione di nascita (migrazioni interne ed esterne)
• La migrazione è sempre un fenomeno selettivo, che annuncia un'incipiente modernizzazione del paese che si lascia, piuttosto che essere causata solo da un cronico sottosviluppo
• La selettività riguarda il fatto che partono quanti hanno le risorse per farlo (età, salute, istruzione, denaro), non la parte restante della popolazione
• L'emigrazione si accompagna sempre a momenti di transizione e a congiunture critiche che cambiano i paesi d'origine ma anche quelli di accoglienza
• La migrazione segna l'integrazione dei paesi di origine e di approdo nelle traiettorie della globalizzazione
• L'immigrazione irregolare (= fuori dalle norme di legge previste, non necessariamente clandestina e/o criminale) deriva da più fattori tra i quali:
1. quadro normativo nazionale e continentale incoerente
2. rete delle organizzazioni criminali specializzate nel “commercio di persone”
3. diffusione economia sommersa, irregolare, informale > precarizzazione e destrutturazione rapporti di lavoro > accettazione “culturale” del lavoro nero
Il contesto 4• La direttrice di flusso Sud-Nord costituisce un terzo delle migrazioni globali
• Ma > a ricevere la grande massa di migranti/rifugiati/profughi sono per l’86% i Paesi in via di sviluppo (PVS). Di essi, i più poveri raccolgono un quarto delle migrazioni.
• In sostanza: i flussi migratori riguardano essenzialmente i PVS
Il contesto 5• Gli immigrati sono protagonisti della internazionalizzazione dell'economia > città globali (che incorporano funzioni strategiche per il funzionamento e il governo dell'economia globale) > li vedono come operatori ai massimi livelli o lavoratori di servizio, alla base della piramide sociale
Il contesto 6• Il principale paese di ricezione è attualmente la Turchia (1,59 milioni, 2014), seguito da Pakistan,
Libano, Iran, Etiopia e Giordania
• I tre paesi che più facilmente abbandonati sono la Siria, l’Afghanistan e la Somalia
• I paesi che debbono sostenere l’onere maggiore e i pesi più robusti sono quelli confinari alle grandi aree di crisi
Il contesto 7• L’esplosione delle migrazioni in massa ha una fondamentale radice geopolitica: la
decomposizione degli Stati postcoloniali tra Medio Oriente e Africa e l’Europa sud-orientale
• Gli epicentri sono la Siria, l’Iraq, l’area del Sahel e l’Ucraina orientale insieme alle zone caucasiche
Le questioni 1• Italia > transizione migratoria, da nazione di origine a paese di destinazione
• Mancanza di politiche di sostegno alla natalità
• Tasso di natalità stranieri = 2,06%
• Tasso di crescita naturale stranieri = 10,6%
• Tasso di natalità italiani autoctoni = 0,89%
• Tasso di crecita naturale autoctoni = - 0,9%
• Tasso di mortalità stranieri = 0,12%
• Tasso di mortalità italiani = 0,99%
Le questioni 2• Con il XXI secolo straordinaria accelerazione della mobilità
• È in atto una nuova immigrazione > globalizzazione dal basso
• Tre globalizzazioni storiche.
• 1. XV-XVIII secc., avvio colonizzazione Americhe + schiavismo;
• 2. seconda metà Ottocento > migrazione Europa-Americhe;
• 3. Africa e Asia verso Europa e Stati Uniti
Le questioni 3• Labour Migrations > UE
• I saldi migratori positivi costituiscono la componente più significativa dell'evoluzione demografica continentale
• Si è creata una condizione di multiculturalismo de facto
• Cosa implica ciò?
• Paesi d'origine < > diaspore
• Paesi d'arrivo < > mutamento composizione socio-demografica
Le questioni 3 bis
• La variabile demografica > Europa vecchia, Mediterraneo e Medio Oriente giovani (pochi giovani, molti anziani)
• Trend di crescita popolazioni autoctone e allogene:
• 1945-1980, la popolazione continentale (Russia compresa) cresce del 33%, da 524 a 695 milioni con un saldo migratorio in parità;
• 1981-2015, la crescita è solo del 7% (siamo a 743 milioni), con 40 milioni di immigrati (saldo positivo)
• Previsioni: 2015-2050, previsione di decrescita al -12% (87 milioni in meno) senza nuova immigrazione
Le questioni 3 tris
• La variabile demografica > è preferibile una tregua demografica? Il problema è lo scompenso tra classi di età!
• Nel periodo 1980-2015: il 7% della crescita è così composto:
+21% della popolazione tra i 30 e i 60 anni
+58% della popolazione con più di 60 anni
-22% della popolazione sotto i 30 anni
• Cosa comporta ciò, in prospettiva? Robuste domande di servizi, scarsità di produttori
E ancora...
La variabile demografica > tra il 2015 e il 2050, la popolazione tedesca autoctona declinerebbe del 18%, quella nigeriana aumenterà del 141% Per la fascia di età tra 20-40 anni, il mutamento sarebbe rispettivamente del -25% e del +167%!
Le questioni 4• Le migrazioni sono un intreccio tra:
1. strategie di emancipazione individuale e familiare;
2. fattori di attrazione presenti nei paesi di destinazione
3. meccanismi di richiamo basati sulle catene migratorie
4. obiettivi (dichiarati o celati) delle politiche di mobilità promosse dai paesi d'origine e di approdo
5. attività delle “industrie dell'emigrazione” (legali e illegali) che ne agevolano l'evoluzione e ne indirizzano la natura e le modalità
Le questioni 5• Femminilizzazione delle migrazioni deriva da:
1. incremento presenza donne nei mercati del lavoro
2. strategie individuali di emancipazione
3. nuova divisione internazionale del mercato del lavoro riproduttivo:
4. aumento mercato privato dei servizi alla famiglia e revisione dei regimi di Welfare
5. aumento età media nei PSA > ricerca di aiuto familiare
Le questioni 6• Elevata incidenza della componente ad alta qualificazione nell'esodo dai luoghi di origine ma:
• Ricezione nel mercato del lavoro nazionale attraverso processi di demansionamento e mancato riconoscimento delle competenze
• Concentrazione del fabbisogno ai livelli più bassi delle gerarchie occupazioni
• Uso degli immigrati per la disarticolazione dei mercati del lavoro e la riduzione delle tutele > concorrenza tra i diversi segmenti
• Effetto di “brutalizzazione” dell'immagine dell'immigrato > è incompetente, incapace, meno curato ecc. > etichettamento e stigmatizzazione
Le questioni 6 bis• Trasformazione del mercato del lavoro nelle società postfordiste
• Etnicizzazione di alcuni settori (due movimenti:
addensamento di manodopera in settori tradizionali come l'edilizia e le PMI + imprenditorialità etnica (da fattore di mobilità/ascesa sociale a risposta alla riorganizzazione della produzione e al ricorso sistematico all'outsourcing)
• Espansione del terziario di servizio a bassa qualifica > dovuto ai processi di gentrificazione dei quartieri urbani > Service Society > domande e consumi soddisfatti da immigrati
La gentrificazioneIn sociologia il termine gentrificazione (adattamento della parola inglese gentrification, derivante da "gentry", ossia la piccola nobiltà inglese e in seguito la borghesia o classe media), indica l'insieme dei cambiamenti urbanistici e socio-culturali di un'area urbana, tradizionalmente popolare o abitata dalla classe operaia, risultanti dall'acquisto di immobili da parte di popolazione benestante.
«La gentrification [consiste] in un processo complesso, o un assieme di processi, che comporta il miglioramento fisico del patrimonio immobiliare, il cambiamento della gestione abitativa da affitto a proprietà, l'ascesa dei prezzi, e l'allontanamento o sostituzione della popolazione operaia esistente da parte delle classi medie».
Le questioni 6 tris• Trasformazione del mercato del lavoro nelle società postfordiste
• Emergere di un nuovo segmento di consumatori composto dalle stesse comunità immigrate (es. phone centers)
• Imprenditori trasmigranti: doppia appartenenza come vantaggio competitivo > rete di relazioni endogamiche diasporiche
• Strategie di mercificazione dell'identità etnica e culturale > creare o intercettare bisogni nella popolazione autoctona > tipici di società metropolitane diversificate
Le questioni 6 quatēr• Ancora sulle trasformazione del mercato del lavoro nelle società postfodiste
• Il rischio del dumping sociale per le fasce più deboli della popolazione autoctona > corsa al ribasso (compressione retributiva, deregolamentazione contrattuale e precarizzazione)
• Incremento vulnerabilità economica, sociale e culturale
• La variabile del razzismo> l'etnicizzazione delle relazioni sociali > non è la diversità ma la condivisione competitiva a creare reazioni pregiudiziose
Le questioni 7• Pressione evolutiva non regolabile con gli ordinari strumenti per effetto di:
1. ricongiugimenti familiari e trasformazione dei lavoratori immigrati in “migranti di popolamento”
2. migrazione di carattere umanitario
3. “asilanti in nero”, non ufficialmente riconosciuti come tali ma tollerati
4. flusso delle rimesse e concorso al Pil nazionale
5. richieste delle imprese (legali e criminali, secondo norma o in deroga)
Le questioni 8• Impatto immigrazione su tessuto sociale:
1. è dialettica demografica tra paesi anziani e paesi giovani
2. migrazione di carattere umanitario
3. “asilanti in nero”, non ufficialmente riconosciuti come tali ma tollerati
4. flusso delle rimesse e concorso al Pil nazionale
5. richieste delle imprese (legali e criminali, secondo norma o in deroga)
Le questioni 9• Trasformazioni in popolazione d'insediamento: gli indici
1. nuovi nati e ricongiungimenti familiari
2. matrimoni contratti in Italia e mastimoni misti
3. acquisto abitazione in proprietà
4. inserimento scolastico e tasso di scolarizzazione
5. impatto su Welfare e sul sistema pensionistico
6. visibilità crescente negli spazi pubblici e mutamento della composizione urbana > city users
7. trasformazione mercato del lavoro